Comune di Santorso

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Itinerari culturali



Le Ville
Il territorio di Santorso offre numerosi esempi di ville e chiese che testimoniano, nei secoli, una vita sociale e culturale significativa.
Già in epoca preistorica il territorio di Santorso si trovava lungo importanti vie di comunicazione tra la pianura e le vallate alpine e questa sua caratteristica, unitamente alla felice posizione collinare, al riparo dai venti gelidi delle valli contigue, può spiegare la presenza di numerose ville.
Delle ville più antiche restano solo alcuni particolari autentici. E' il caso ad esempio di Villa Facci del 1400 che ospitò la prima stamperia a caratteri mobili del Vicentino.
L'architettura gotica è richiamata, per chi passa per via della Stamperia, da Villa Benincà e da Villa Rossato nonostante ne sia stato modificato il primitivo aspetto.
Di epoca rinascimentale è invece Villa Floriani (via dei Furlani, 6) rifatta nel 1560 su un precedente edificio gotico e manomessa in epoche successive. Nella parte alta dei portici a sud si può ancora ammirare l'affresco della Deposizione di autore veneto, identificato nel pittore scledense Giovanni Demio.
Ai primi del '700 risale l'elegante Barchessa Marangoni (via della Stamperia) scandita da cinque colonne tuscaniche. Dello stesso secolo è Villa De Marchi, ora Facci (via S. Giovanni Bosco) che mantiene rispettate nella facciata, rifatta nell'800, le antiche linee architettoniche.
Villa Thiene -Leder (località Garziere) sembra invece risalire alla seconda metà del '700. Si tratta di un pittoresco complesso isolato che comprende lunghe barchesse, un'alta colombara, una chiesetta dedicata ai santi Leonardo e Anna.
Ma Santorso fu sede di dimore signorili anche nel secolo scorso come testimoniano Villa Donà (via Santa Maria), espressione del neoclassicismo vicentino e l'adiacente Villa Cibin ora Gori, equilibrata e raffinata nelle misure e nella composizione. Entrambe le ville probabilmente sono ristrutturazioni di edifici ancora più antichi.
L'esempio più interessante sotto il profilo storico e architettonico dell’Ottocento è rappresentato senza dubbio da Villa Rossi acquistata recentemente dai Comuni di Schio e Santorso.
Essa si presenta maestosa nel suo stile neo-pompeiano ed è frutto di una completa ristrutturazione, avvenuta tra il 1865 ed il 1884, di quella che fu Villa Bonifacio -Velo, ad opera dell'architetto Antonio Caregaro Negrin su incarico dell'industriale Alessandro Rossi.
Circondata da un parco, diviso in due aree (una superiore denominata Le Rive e una inferiore denominata Il Laghetto) essa è intimamente connessa con la Chiesetta di S. Spirito. Facevano inoltre parte del complesso di Villa Rossi il “podere modello” protetto da alte mura, alcune caratteristiche case coloniche e l'Istituto di Pomologia, che fu sede di una scuola di agraria.
Nella parte superiore delle “Rive il parco si presenta come un'area mista con sistemazione a giardino, orto e frutteto.. La parte inferiore offre notevoli elementi di interesse: si tratta infatti di un giardino paesista in cui l'architetto Negrin, utilizzando percorsi sinuosi, giochi d'acqua, finti reperti archeologici, piantagioni di rarità botaniche (soprattutto conifere esotiche), ha realizzato degli effetti panoramici particolarmente suggestivi.
Sopra la contrada di Lesina spicca Villa Miari. Fatta costruire agli inizi del Novecento dal veneziano Conte Miari, nel corso del secolo la villa ebbe varie destinazioni: da residenza estiva di nobili si trasformò in ospedaletto militare nel corso della prima guerra mondiale (durante la quale il paese non dovette subire distruzioni e dolorose evacuazioni degli abitanti), in seguito divenne un Centro Medico Sociale per grandi invalidi del lavoro ad opera dell’INAIL. Acquisita dal Comune di Santorso, attualmente ospita una residenza sanitaria assistenziale per anziani, il Centro di neuroriabilitazione cognitiva e il Centro studi di neuroriabilitazione cognitiva attivati in collaborazione con l’Ulss 4 Alto Vicentino e la Regione del Veneto.

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