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LE CHIESE


Le Chiese
Il più antico edificio religioso a Santorso è rappresentato dalla Chiesa di S. Dionigi dove furono custodite per lungo tempo le spoglie di Sant’Orso. Costruita prima del Mille, la chiesa porta i segni di ristrutturazioni successive, l’ultima delle quali realizzata recentemente dalla Comunità Montana Leogra – Timochio in collaborazione con la parrocchia di S. Maria Immacolata e con il Comune di Santorso.
L'edificio di maggior interesse architettonico è Il Santuario o Santo, come è comunemente denominato. Opera progettata da Ottone Calderari nel 1777, fu costruito nella prima metà dell' 800 su una precedente chiesa molto più antica. In stile neoclassico a sistema accentrato, il Santuario presenta un armonico gioco di volumi ed é ricco all'interno di decorazioni. Custodisce pregevoli dipinti quali la Deposizione e la Natività di Alessandro Maganza e il Transito di S. Orso di Gian Battista Maganza.
Altra chiesa caratteristica per la posizione e per la storia é il Santuario di Santa Maria del Summano. In origine doveva essere un piccolo oratorio il cui giuspatronato passò nei secoli dalla famiglia dei Conti di Vicenza a Beroaldo, Vicario imperiale, alla famiglia dei Nogarola.
Il più antico documento conosciuto (del 1305) indica sul Monte Sommano la presenza di più religiosi che formano un “capitolo, membri di una congregazione non identificata”.
Dopo varie vicissitudini la chiesa nel 1452 venne affidata ai religiosi del Beato Pietro Gambacorta di Pisa che avevano un monastero alle Maddalene, poco fuori della città di Vicenza, dal quale dipese per un certo periodo quello del Summano.
Dal 1475 al 1489 visse sul Summano il Beato Antonio da Brescia e, nel primo Cinquecento, avvennero le più grandi innovazioni alla chiesa e al convento che ottenne da vescovi vicentini e veneti numerose indulgenze per quanti elargivano elemosine ai frati di Monte Summano e la difesa dei diritti del convento contro i patroni Nogarola.
Fu in quell’epoca che il Summano divenne famoso anche dal punto di vista botanico, tanto da spingere il Granduca di Firenze a finanziare spedizioni sul nostro monte per arricchire i giardini fiorentini.
La chiesa parrocchiale di S. Maria Immacolata, in stile neoclassico, fu costruita tra il 1834 e il 1839. Custodisce la bella pala d'altare "Incoronazione della Vergine" (1500 circa) della scuola del pittore veronese Domenico Riccio detto il Brusasorci. La maestosa scalinata e il campanile di 85 metri risalgono agli anni ’30 del XX secolo.
In località Timonchio sorge la chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate. Della sua esistenza si trova traccia in documenti d'archivio sin dai primi anni del ‘500. Subì importanti lavori di restauro nel 1638, arricchendosi anche di una pala, opera di Zuanne Caschini pittore veronese, oggi conservata nella cappella invernale della nuova chiesa parrocchiale.

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