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Comune di Santorso

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Solidarietà al sindaco di Monasterace (RC)


Il sindaco scrive al primo cittadino del comune calabro

Il Sindaco di Santorso Menegozzo ha inviato, in questi giorni, un messaggio di solidarietà e vicinanza a Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace (Reggio Calabria) minacciata dall'ndrangheta. Di seguito il messaggio di Pietro Menegozzo e l'editoriale con il quale La Voce dei Berici ha raccontato la vicenda.


Gentile Sindaco,

la nostra comunità è venuta a conoscenza del suo impegno amministrativo e delle minacce che ha subito dall'ndrangheta attraverso la stampa locale. Negli stessi giorni nei quali ricordiamo l'impegno civico di grandi personalità come Falcone e Borsellino, non possiamo che essere al fianco di chi, con il proprio impegno, costruisce legalità e democrazia. A chi vuol mettere sotto scacco la libertà per interessi criminali, non possiamo che dire che ci stiano distanti almeno 100 passi, mentre, come comunità e come amministratori, vogliamo essere vicinissimi a tutte quelle donne e quegli uomini che della lotta contro le mafie hanno fatto una propria bandiera. Da vicende come quella che la Sua amministrazione sta disegnando arriva un grande insegnamento per quanti amministrano i territori.

Cordiali saluti
Pietro Menegozzo
Sindaco di Santorso

 

ESSERE NOCI CHE FANNO RUMORE


“Na nuci ‘nto saccu non faci scrusciu”. È il proverbio (significa “una noce sola non fa rumore”) che alcuni sindaci calabresi hanno regalato, stampato su una maglietta, a Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace per dirle che non è sola. Lanzetta, farmacista, vive sotto scorta giorno e notte. Sposata, con un figlio, ha avuto la farmacia bruciata nel giugno 2011 e tre fori da pallottole sulla portiera della propria Panda 15 giorni fa. La sua colpa: lavorare per una legalità normale nella sua Calabria. Insomma, sta cercando, solo, di fare in modo che tutti paghino le bollette dell’acqua o che le operaie locali vengano retribuite correttamente.

 

Di fronte alle minacce dei clan si è sentita sola, e si è dimessa. La vicinanza delle istituzioni locali e nazionali l’hanno convinta, qualche giorno fa, a ritirare le dimissioni e continuare il suo impegno per il suo paese. In realtà è un impegno che va ben al di là dei confini comunali e che vale per tutta Italia.

 

In un tempo in cui la politica registra un consenso ai minimi nella storia repubblicana e le situazioni di scandalo e d’illegalità sembra si inanellino senza sosta, un segnale di speranza giunge da questa donna e da questa cittadina situata all’estremità dello Stivale, lungo la costa jonica della Calabria, nei pressi di Punta Stilo. È un messaggio chiaro contro l’illegalità e contro le cosche, ma è anche un messaggio all’intero Paese che interpella pure il nostro Nordest e che ha almeno due valenze. Innanzitutto c’è la consapevolezza che lo sviluppo dell’Italia passa, in modo fondamentale, attraverso un recupero di legalità nella vita quotidiana.

 

In secondo luogo, la lotta contro la ‘ndrangheta Maria Carmela Lanzetta potrà vincerla se non sarà sola. Per questo si era dimessa. La noce fa rumore se ci sono altre noci. È quindi decisivo essere insieme soprattutto per non farsi vincere dalla solitudine e poi per avere più forza per superare le molteplici difficoltà.

 

Insieme da Nord a Sud, dal Veneto alla Calabria, perché quello che succede a Monasterace riguarda anche noi, e anche noi siamo chiamati a dire a Maria Carmela (e ai tanti e tante Lanzetta che per fortuna ci sono) che siamo con lei. A proposito, perché i sindaci - se per caso non l’hanno fatto - non si fanno vivi (anche solo con un biglietto) per esprimere solidarietà a questa loro collega? Le noci comincerebbero a fare un po’ più rumore.


Lauro Paoletto

(tratto da La Voce dei Berici)


Data ultimo aggiornamento: 05/06/2012
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