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Comune di Santorso

Provincia Vicenza - Regione del Veneto


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Progetto Europeo LIFE BEWARE

BEtter Water-management for Advancing Resilient-communities in Europe


Il progetto BEWARE – BEtter Water-management for Advancing Resilient-communities in Europe

Il progetto vede il Comune di Santorso come capofila di un partenariato composto dal Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, il Comune di Marano Vicentino, il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali - TESAF (Università di Padova), l’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario - Veneto Agricoltura e ALDA - Associazione Europea per la Democrazia Locale.

 

Il progetto LIFE BEWARE intende elaborare interventi di carattere tecnico e sociale per migliorare la sicurezza e la resilienza idraulica del territorio, affrontando le conseguenze del cambiamento climatico in modo efficace, promuovendo un approccio partecipativo, e favorendo l’azione dei singoli individui alla mitigazione del rischio idraulico per la collettività:

 

BEWARE prevede una diffusione capillare delle iniziative proposte in modo da risultare un esempio virtuoso replicabile in altri contesti regionali, nazionali ed europei. Il progetto coinvolge concretamente varie categorie di destinatari, tra cui enti locali, amministratori, tecnici e professionisti (architetti, ingegneri, agronomi e forestali), agricoltori e cittadini. È in linea con le politiche comunitarie europee quale la Direttiva Alluvioni entrata in vigore il 26 novembre 2007 che promuove un approccio specifico per la gestione dei rischi di alluvioni e un’azione concreta e coordinata a livello comunitario nel processo di pianificazione.

 

 

Il cambiamento climatico e di uso del suolo

Il cambiamento climatico a livello globale sta portando ad un aumento della temperatura e ad una variazione del regime pluviometrico, causando eventi meteorologici estremi e catastrofici sempre più frequenti. Tali criticità sono esasperate da un incremento di consumo di suolo che sollecita il sistema idraulico sia in contesto urbano che agricolo, mettendo a rischio la salute delle comunità mondiali, la produzione alimentare, e l’equilibrio di habitat ed ecosistemi.

Le conseguenze del cambiamento climatico sono particolarmente serie anche per il nostro Paese. Secondo uno studio dell’ISAC-CNR1, l’Italia si sta surriscaldando più velocemente della media globale. A prova di ciò, nel 2014 la temperatura raggiunta dal Pianeta Terra registrava un incremento di 0.46°C rispetto al trentennio 1971-2000, mentre l’Italia superava abbondantemente tale valore, con un incremento pari ad 1.45°C. In parallelo, l’intensificazione delle piogge e l’impermeabilizzazione dei suoli aggravano la già critica situazione idrogeologica del nostro territorio. Infatti, secondo un recente rapporto2 sul dissesto idrogeologico pubblicato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) nel giugno 2018, il 91% dei comuni italiani (contro l’88% nel 2015) si trova in zona a rischio idrogeologico. I dati trovano concreto riscontro nella maggiore frequenza con cui tali eventi si stanno manifestando negli ultimi decenni. In questo contesto, le calamità che hanno colpito il nostro territorio nel corso delle ultime settimane risultano essere solo una conferma di un andamento sempre più preoccupante.

 

 

Strategie e azioni di mitigazione

Alla luce di tali cambiamenti e delle loro drammatiche conseguenze, le autorità pubbliche e le comunità sono chiamate a rispondere a tale emergenza, con azioni tempestive ma efficaci di pianificazione territoriale ed ambientale. Pianificare gli interventi per la mitigazione di tali mutamenti non riguarda solo la costruzione di opere strutturali, ma si inquadra come tema sociale. È infatti necessaria una strategia che combini soluzioni tecniche con azioni di sensibilizzazione. Tra le prime si inquadrano i sistemi di drenaggio urbano sostenibili, l’integrazione di normative edilizie mirate alla protezione ambientale, la realizzazione di interventi strutturali mirati, l'identificazione di specie e varietà agricole più adatte alle nuove condizioni climatiche, l'incremento dell’uso delle energie rinnovabili, la riqualificazione e il recupero di territori abbandonati, il potenziamento degli strumenti di monitoraggio e previsione meteo, ecc. A queste si aggiungono, non ultime, iniziative educative e di sensibilizzazione, atte a creare una cultura ambientale e del rischio, attraverso campagne di informazione e di educazione.

 

 

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Partecipa al questionario

Il gruppo di ricerca del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell'Università degli Studi di Padova, partner del progetto, sta conducendo un’indagine per conoscere le opinioni dei residenti dei Comuni dell'Alto Vicentino riguardo il rischio da allagamenti.

Il questionario in forma anonima, è condotto per pura finalità di ricerca scientifica.

Per compilare il questionario clicca qui 

 


Data ultimo aggiornamento: 12/02/2019
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